martedì, aprile 23, 2013

e-partecipazione, e-studio, e-conoscenza?

I miei studenti di classe terza (Istituto Primo Levi di Badia Polesine in provincia di Rovigo) hanno creato un canale youtube dove postano alcuni video scolastici (argomenti di Igiene e Anatomia). Poi un account Twitter per far conoscere le loro attività, sempre in ambito scolastico. Adesso sto pensando di convincerei ad aprire un blog per raccontare le loro attività e quello che studiano e imparano. Ma mi resta sempre il dubbio: alla fine le loro conoscenze e competenze (a parte quelle digitali) sono superiori a quelle che otterrebbero con una didattica tradizionale? Io credo di si, ma non mi è chiaro come posso diffondere le conoscenze/competenze a quelli che non realizzano specificatamente il particolare video o scrivono. In altre parole far lavorare contemporaneamente tutta la classe mi sembra una fatica molto grande, forse superiore alle mie forze? La soluzione potrebbe essere aumentare di molto il lavoro, digitalizzare tutti i minuti in modo che tutti facciano qualche cosa, ma è fattibile? OK, ci penserò Il canale youtube si chiama "LEVI SAN" e quello Twitter "@Levis@n3BTCS"

2 commenti:

Anonimo ha detto...

It's hard to find well-informed people about this topic, but you seem like you know what you're talking about!
Thanks

My webpage ... http://dentalplansoraldj1.pen.io/

Anonimo ha detto...

Ciao prof, sono Filippo R..
Ho letto il suo post sulla e-partecipazione.. I quesiti che lei pone sono davvero interessanti, ho avuto alcuni prof all'uni che ne hanno discusso parecchio. Io personalmente penso che l'e-learning sia un grande e probabilmente tra qualche anno essenziale aiuto per la scuola e le conoscenze, ma forse oggi e forse ancora di più in futuro a fare ancora la differenza è il contatto che un prof ha con i suoi studenti. Mi spiego meglio, ma qui, le chiedo scusa se oso, ma le darò del tu, infatti Stefano quello che ricordo meglio dei 5 anni trascorsi sono tutti quei discorsi, appunti, integrazioni e commenti che tu, mi (e ci) hai lasciato interagendo con noi. Anche se poi -pigrizia nostra e mia- si studiava pochetto, mi ricordo bene certe tue espressioni, il modo con cui le dicevi e l'enfasi che usavi, perché ci credevi. Questo forse fa la differenza, poi ci sta tutto l'e- che serve.
La differenza credo sia questa. Forse scrivo così perché un po' di parte, ma nel lavoro più difficile del mondo, cioè educare, la strategia che ha più successo è quella di "perdere tempo" coi ragazzi, anche se purtroppo molte volte è di notevole stress. :)
Cmq, aldilà dell'ovvietà di quello che ho sopra detto, prof non smetta assolutamente di mandare nuvole, twitt o video, che ogni tanto me li guardo pure io, così ripasso, e mi diverto a ricordare i tempi passati!!! ;)

f.r.