ecco il vostro lavoro:
LEPTOSPIROSI:
Caratteristiche del vaccino
Il vaccino, registrato ma non commercializzato in Italia, è costituito da leptospire (sierogruppo interrogans icterohaemorragiae) uccise con il formolo.
Eccipienti:mercurotiolato sodico 0,008 mg.
Confezione: siringa monodose contenente 1 ml. di vaccino.
Approvvigionamento del vaccino
Per richiedere il vaccino, non essendo presente in Italia, deve essere compilata apposita richiesta (in allegato) da inviare solo al Servizio Farmaceutico.
Indicazioni
La vaccinazione è indicata per la popolazione esposta per attività lavorativa: addetti ai macelli, allevatori, addetti alle fogne, veterinari, agricoltori, addetti alla pulizia dei fossi, addetti alle risaie.
Il vaccino protegge dalla malattia causata da leptospira variante icteroemorragica; il vaccino può non essere protettivo nei confronti delle leptospire di altri sierogruppi.
L'ASL offre gratuitamente il vaccino per particolari categorie di lavoratori, come specificato dalla Delibera di Giunta Regionale del 10/10/95 sui livelli uniformi di assistenza (la delibera non specifica ulteriormente, quindi deve intendersi che l'offerta gratuita del vaccino è destinata ai lavoratori a rischio indicati nel paragrafo precedente).
Calendario vaccinale
Il vaccino si somministra per via sottocutanea lentamente. Agitare la siringa prima dell'uso.
Il ciclo vaccinale è costituito da 3 dosi: la prima al tempo 0, la seconda dopo 15 giorni e un richiamo dopo 4-6 mesi.
I richiami successivi vanno effettuati ogni due anni.
Risposta immunitaria
L’immunità si acquisisce dopo circa 15 gg. dalla seconda dose e dura in media 2 anni dopo il primo richiamo.
VACCINAZIONE EPATITE A :
Vaccino
E’ disponibile un vaccino costituito da virus inattivato, e somministrato per via intramuscolare nel deltoide; esso determina una protezione già dopo 14-21 giorni dalla somministrazione di una singola dose. Una dose di richiamo somministrata dopo 6-12 mesi conferisce una protezione per oltre 10 anni (vedi tabella).Vi sono pochi dati sull’immunogenicità del vaccino nel lattante, ma essi indicano elevate percentuali di sieroconversione.La profilassi si effettua attraverso le comuni norme igienico-sanitarie, tuttavia la vaccinazione rappresenta la misura di prevenzione più efficace.Nonostante la vaccinazione non sia controindicata in una persona immune e non aumenta il rischio di eventi avversi , uno sceening per la ricerca di anticorpi anti-epatite A prima del viaggio può essere utile per determinare la suscettibilità ed evitare vaccinazioni non necessarie.Lo screening sierologico pre-vaccinale può essere indicato in soggetti che probabilmente hanno già avuto una precedente infezione di epatite A come adulti di età superiore a 40 anni e nati in zone media ed alta endemia, se il costo dello screening è inferiore al costo del vaccino. Non è indicato il test postvaccinale per controllare la risposta anticorpale.Vaccini antiepatite A
Tipo di vaccino
Età
dose
n. dosi
schedula
Richiamo
Havrix
5 mesi-16 anni
720 U.E.
2
0-12 mesi
Oltre 10 anni
Havrix
> 16 anni
1440 U.E.
2
0-12 mesi
Vaqta
2-17 anni
25 U
2
0-12 mesi
Vaqta
> 17
50 U
2
0-12 mesi
Efficacia del vaccino
L’efficacia protettiva del vaccino per l’epatite A si è dimostrata essere molto elevata (del 94-100%).Un ciclo vaccinale completo determina un elevato titolo anticorpale dopo 15 giorni dalla vaccinazione, sebbene inferiore a quello osservato a seguito di infezione naturale. L’efficacia a lungo termine non è stata ancora stabilita in quanto il vaccino è disponibile da non molti anni; tuttavia anticorpi titolabili persistono per almeno 8 anni, negli adulti, dopo un ciclo completo. Modelli matematici stimano che i livelli protettivi di anticorpi possono persistere da 24 a 47 anni. In studi recenti è stato dimostrato inoltre che il vaccino anti-epatite A è efficace nella prevenzione dell’infezione dopo l’esposizione: è pertanto consigliato per gli esposti al contagio familiare in alternativa alle immunoglobuline. Il vaccino si è dimostrato efficace anche nel bloccare le epidemie.
Morbillo
Il morbillo è una malattia infettiva e contagiosa, causata da un virus della famiglia dei Paramyxovirus che si trasmette da persona a persona per via respiratoria.
Il morbillo colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni; il morbillo rientra quindi tra le malattie dette infantili. Il morbillo si trasmette solo nell'uomo.
In Italia il morbillo deve essere obbligatoriamente alle autorità sanitarie.
Chi dovrebbe essere vaccinato:
I bambini dopo un anno di età
Gli adolescenti e i giovani adulti non immuni
Le persone non immuni che sono venute a contatto con malati di morbillo, la vaccinazione eseguita entro 72 ore ( 3 giorni) può prevenire lo sviluppo della malattia;
I bambini tra i 6 e i 12 mesi se è in corso una epidemia di morbillo;
Individui con infezione da HIV ma senza i sintomi di AIDS.
Chi non dovrebbe essere vaccinato:
Persone con allergia grave a precedenti dosi di questi vaccini o a suoi costituenti (in genere, gelatina e neomicina).
Donne che sono gravide o che cercano di diventarlo; le donne devono evitare la gravidanza per almeno un mese dopo la vaccinazione con morbillo.
Persone con gravi alterazioni del sistema immunitario dovuto a malattie (es. agammaglubulinemia) o all’effettuazione di alcune terapie (terapia antineoplastica) Fanno eccezione le persone infette con HIV che possono essere vaccinate se non hanno i sintomi gravi dell'AIDS.
Persone che hanno ricevuto da poco prodotti contenenti anticorpi (es. trasfusioni di sangue, immunoglobuline) devono attendere uno o più mesi prima di ricevere il vaccino.
Persone che assumono steroidi (ad esempio cortisone) ad alte dosi (almeno 2 mg per Kg al giorno o 20mg o più di prednisone equivalente al giorno per 2 o più settimane. Queste persone possono essere vaccinate un mese dopo aver interrotto la terapia.
Persone che presentano una malattia acuta in atto grave o moderata devono attendere il miglioramento clinico o la guarigione prima di ricevere il vaccino.
Dosi e calendario
La vaccinazione contro il morbillo prevede la somministrazione di due dosi. La prima è eseguita a partire dai 12 mesi compiuti e comunque entro i 15 mesi d’età. La seconda dose, è attualmente prevista a 5-6 anni da eseguire contemporaneamente alla dose di richiamo di vaccino DTaP (difterite - tetano - pertosse acellulare).
Efficacia del vaccino
La vaccinazione contro il morbillo effettuata con due dosi, ha un’efficacia del 98 – 99 %. L’immunità dura tutta la vita Poiché il vaccino contro il morbillo è disponibile solo nella forma trivalente, cioè associata con i vaccini antirosolia e antiparotite, con questa stessa vaccinazione si ottiene anche la protezione permanente contro la rosolia (efficacia 100 %) e contro la parotite (efficacia 95 %).
LA FEBBRE GIALLA
Per la febbre gialla è disponibile un vaccino obbligatorio costituito da un virus vivo attenuato, coltivato su embrione di pollo, somministrato per via sottocutanea. La protezione inizia 10 giorni dopo la prima iniezione (il giorno successivo nel caso di un richiamo) e gli anticorpi persistono per molti anni (30-35 anni). In caso di esposizione continua in zone a rischio di infezione vanno effettuati richiami ogni 10 anni. In particolare la vaccinazione va rivolta nei confronti di:· viaggiatori di età superiore ai 9 mesi diretti in aree geografiche dove la febbre gialla è allo stato endemico;· viaggiatori che pur soggiornando in aree considerate non a rischio (urbane o costiere) di Paesi con endemia amarillica possono recarsi, anche per brevi periodi, in zone rurali dei suddetti Paesi.
La vaccinazione del tifo
La vaccinazione del tifo è consigliata ai viaggiatori che si recano in paesi dove la malattia è frequente. Si considerano esposti a rischio maggiore i viaggiatori che si recano in queste aree con viaggi autoorganizzati e che consumano prevalentemente acqua, frutta, verdure e frutti di mare.
L’infezione può essere anche asintomatica o manifestarsi con sintomi modesti.
La malattia evolve di solito verso la guarigione e dopo appropriata terapia antibiotica.
In questo caso il vaccino non è obbligatorio!
MENINGITE
Il sierotipo C del meningococco è tra quelli più frequenti in Europa: è, infatti, il responsabile del 45% delle meningiti meningococciche. L’introduzione del vaccino antimeningococco tipo C coniugato nei programmi di vaccinazione nazionali ha migliorato il controllo della malattia risultando efficace anche nel bambino di età inferiore ai 24 mesi.Quanto e quando protettiQuello che in realtà non si conosce è anche la durata dell’efficacia del vaccino. Infatti mentre entro il primo anno dalla somministrazione la protezione era alta, dopo questo periodo si osservava un calo, per altro sempre più evidente nella fascia di età vaccinata di routine. Chiaramente questi risultati non vogliono mettere in dubbio la validità dell’immunizzazione, tutt’altro: il comunque basso numero di casi anche nella fascia più colpita è attribuibile alla protezione indiretta.Tuttavia non si esclude che questo tipo di preparazione (vaccino coniugato, simile a quello usato per il vaccino coniugato per l’Haemophilus influenzae di tipo b) generi risposte dai linfociti T-helper e stimoli una risposta immunologica la cui durata e efficacia dipende dal protocollo di somministrazione e che tende a calare nei bambini vaccinati molto presto.Anche in questo caso quindi sembrerebbe evidente che la protezione data dal vaccino antimeningococco tipo C coniugato dipenda dall’età: nelle coorti vaccinate in età più avanzata la protezione è maggiore e dura di più.Senza fretta è meglioIn realtà l’Inghilterra è l’unico paese che "sbriga" la vaccinazione nei primi 4 mesi dalla nascita, ma anche altrove al massimo non si superano i 6 mesi.I dati osservati dall’equipe anglosassone suggeriscono di rivedere questa procedura accelerata, in quanto potrebbe essere non ottimale per i vaccini di tipo coniugato. Bisognerebbe prendere in considerazione, concludono gli autori, l’ipotesi di somministrare una dose anche nel secondo anno di età: sembrerebbe molto più importante quando viene dato il cosiddetto “richiamo” piuttosto che il richiamo stesso.
Programma vaccinaleIl programma vaccinale prevede la chiamata attiva dei soggetti di età compresa tra i 15 e i 29 anni non ancora convocati (nati 1978-91).
Si riporta il piano di vaccinazione per le seguenti fasce d'età:
1. Ragazzi e giovani tra i 15 e i 29 anni (1978-1991)
2. Bambini e ragazzi fino ai 14 anni
3. Adulti sopra i 29 anni e persone non residenti.
Vaccino epatite B
La vaccinazione antiepatite B è raccomandata a tutte le persone che lavorano in ambito sanitario (medici, dentisti, personale di laboratorio ecc.) che possono esporsi a sangue potenzialmente infetto. Alle persone non vaccinate precedentemente che, in aree ad alta o moderata endemia, lavoreranno in ambito sanitario per qualunque durata, è fortemente consigliata la vaccinazione prima del viaggio. In particolare dovrebbero essere vaccinati le persone che prevedono un contatto sessuale con la popolazione locale, che vivranno in aree rurali e/o avranno un contatto fisico quotidiano con gli abitanti del luogo e le persone che potrebbero richiedere un intervento medico, dentale o altri trattamenti durante il loro soggiorno. I vaccini per l’epatite B sono molto sicuri sia per gli adulti che per i bambini. La schedula vaccinale prevede la somministrazione di tre dosi di vaccino, per via intramuscolare, ai tempi 0, 1, 6 mesi. Non sono previsti richiami nei soggetti che hanno risposto alla vaccinazione. La vaccinazione dovrebbe essere iniziata almeno 6 mesi prima del viaggio per essere completata prima della partenza. Una certa protezione è fornita anche da una o due dosi, per cui, se indicata, la vaccinazione sarà comunque iniziata sebbene non possa essere completato prima della partenza. Tuttavia non si ha un’ottima protezione finche non si è completato la vaccinazione.
I VACCINI CONTRO IL COLERA
All'inizio esistevano dei vaccini usati per via parenterale ma si è visto che conferivano una protezione transitoria e talvolta scarsa e davano effetti collaterali tipo febbre, dolore nella sede dell'iniezione e malessere generale. Attualmente esistono dei vaccini orali che si sono dimostrati efficaci al punto che organizzazioni come Medici Senza Frontiere ed alcune nazioni stanno portando avanti programmi di vaccinazione di massa presso le aree più colpite. L’efficacia del vaccino è stata valutata non solo nelle popolazioni residenti in zone endemiche, ma anche nei viaggiatori che dai Paesi industrializzati si recano in zone a rischio. Il vaccino parenterale presenta una limitata efficacia che dipende anche dall’età del soggetto e dal preesistente stato di immunità dovuto ad infezioni naturali o a precedenti vaccinazioni: esso conferisce una protezione di circa 50% nei confronti del ceppo Vibrio cholerae 01. La vaccinazione non previene le infezioni asintomatiche e non impedisce lo stato di portatore. Il vaccino orale ha mostrato un alto livello di protezione per diversi mesi. Le vaccinazioni vanno iniziate nel terzo mese, cioè a partire dai 60 giorni di vita del bambino, e prevedono 3 dosi nel primo anno (a 3, 5, 11 mesi) per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite b, Haemophilus influenzae tipo b, con richiamo per l’anti-poliomielite nel terzo anno, e per la Difterite-Tetano-Pertosse a 5-6 e 12 anni. La vaccinazione per Morbillo, Rosolia e Parotite va praticata a 11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni. I figli di madre positiva all’Epatite B ricevono la prima dose di vaccino alla nascita, per ridurre il rischio di trasmissione verticale dell’infezione dalla mamma al bambino, e poi seguono uno schema vaccinale speciale per la sola vaccinazione per Epatite B. Per le prime dosi di vaccino in genere il bambino viene convocato direttamente dal centro vaccinale oppure riceve un appuntamento già alla dimissione dal nido. Ad ogni vaccinazione, viene dato l’appuntamento per la somministrazione successiva
venerdì, febbraio 01, 2008
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